| Malattie croniche e stili di vita: l'obesità |
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| Scritto da Dott. Luca Giraldin | |
| giovedì 21 dicembre 2006 | |
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Paradossalmente, visto il grado di malnutrizione esistente sul pianeta, l'obesità costituisce oggi, secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), uno dei problemi di salute pubblica più visibile e tuttavia ancora trascurato. Le malattie croniche, cui l'obesità contribuisce a volte in modo determinante, uccidono ogni anno quasi il 60 per cento dei 56.5 milioni di morti all'anno, e costituiscono il 45.9 per cento del carico totale mondiale di malattie. Si può dire, vista la prevalenza dell'obesità in molte parti del mondo, che ci si trova di fronte a una vera e propria epidemia globale di sovrappeso e obesità, una “globesità” come la definisce l'OMS, che si sta diffondendo in molti paesi e che può causare, in assenza di una azione immediata, problemi sanitari molto gravi per milioni di persone nei prossimi anni.
L'obesità è definita come un eccesso di grasso corporeo in relazione alla massa magra. Questo eccesso è problematico sia in termini della sua quantità assoluta, che della sua distribuzione in punti precisi del corpo. E' chiaro che nella diagnosi di obesità, e soprattutto in tutte le successive terapie e trattamenti dietologici, è necessario evitare autodiagnosi ed è richiesta la consulenza di un medico specialista che può determinare non solo l'esistenza di una condizione di obesità, ma anche gli eventuali rischi probabili legati alle condizioni di salute del paziente. Circa la metà della popolazione adulta è sovrappeso e il 20-30 per cento degli individui, in molti paesi, è definibile come clinicamente obeso. La Conferenza Europea sull'obesità di Copenaghen (11-12 settembre 2002) ha evidenziato che l'incidenza dell'obesità è aumentata in Europa del 10-50 per cento nell'ultima decade a seconda del paese considerato, e che circa il 4 per cento di tutti i bambini europei è affetto da obesità. L'incidenza di questa condizione sui costi globali sanitari è del 2-8 per cento ed è necessario mettere in atto urgenti campagne di informazione e di educazione per informare la popolazione europea sui rischi legati al sovrappeso e all'obesità. In Italia, nel periodo 1994-1999, l'Istat ha registrato un aumento della popolazione sovrappeso (16 milioni di italiani) con un aumento drastico dell'obesità del 25 per cento. L'obesità localizzata a livello addominale rappresenta da sola un fattore in grado di incrementare il rischio cardiovascolare indipendentemente dall'età e dall'indice di massa corporea. L'aumento della circonferenza addominale (14 centimetri per i maschi e 14,9 centimetri per le femmine) accresce il rischio di malattie cardiovascolari dal 21 al 40 per cento. Tale aumento di rischio diviene clinicamente rilevante quando si raggiungono i valori soglia: 102 e 88 centimetri di girovita rispettivamente per uomini e donne. Esiste un rapporto tra aumento della circonferenza addominale e rischio di cardiovasculopatie. La scienza oggi è riuscita a spiegare i vari meccanismi con cui il grasso viscerale in eccesso può davvero diventare un “organo” pericoloso per il corpo umano ed, in particolare, per i vasi sanguigni. L'aumento del tessuto adiposo ed in particolare di quello a livello addominale si associa con uno stato infiammatorio cronico, inoltre l'aumentato flusso di acidi grassi dal tessuto adiposo viscerale e il loro aumento nel sangue è uno dei fattori cruciali che spiega l'insorgenza della resistenza all'insulina che è l'evento alla base della evoluzione dall'obesità al diabete di tipo 2. L'insulino resistenza inoltre è uno degli elementi che agevolando l'incremento della pressione arteriosa. Infiammazione cronica, insulino resistenza, aumento dei lipidi nel sangue e l'ipertensione sono condizioni che predispongono ad una rapido evolvere delle lesioni atereosclerotiche che sono alla base della patologia cardiovascolare ischemica. Un problema particolarmente grave è quello dell'insorgenza dell'obesità tra i bambini e gli adolescenti. Nell'ultima decade infatti, il numero di bambini obesi è aumentato e l'eccesso di peso è diventato uno dei principali problemi di salute per i bambini e gli adolescenti. In Italia, secondo i dati pubblicati dall'ISS e dall'ISTAT, sono circa il 4 per cento dei bambini a essere obesi e il 20 per cento in sovrappeso. Il problema interessa soprattutto la fascia di età 6-13 anni e i maschi rispetto alle femmine. Dai dati è emerso che avere uno o più genitori con eccesso di peso comporta un maggior rischio per bambini e adolescenti di avere lo stesso problema e quando entrambi i genitori sono in sovrappeso o obesi, la percentuale di ragazzi che presentano lo stesso disturbo è di circa il 34 per cento, mentre scende al 18 per cento se nessuno dei due genitori è in eccesso di peso. Per quanto riguarda gli stili di vita, una delle maggiori cause di obesità e sovrappeso infantile è la sedentarietà, ancora più importante che l'eccesso di cibo. I bambini sovrappeso tendono a sviluppare un rapporto difficile con il proprio corpo e con gli altri bambini, con conseguente isolamento che spesso si traduce in ulteriori abitudini sedentarie e quindi peggioramento della condizione di salute. Se un adulto ha avuto una tendenza all'obesità in età infantile è predisposto più di altri a essere obeso anche in fase adulta. In questo caso le patologie che si sviluppano sono di natura cardiovascolare (ipertensione, malattie coronarie, tendenza all'infarto), muscoloscheletrica, respiratoria (apnea nel sonno e problemi respiratori). Inoltre, ci sono maggiori probabilità che si sviluppino condizioni di alterato metabolismo, come il diabete mellito (tipo 2, non insulina dipendente) o l'ipercolesterolemia, l'alterazione delle funzioni riproduttive fino allo sviluppo di tumori (del tratto enterico, del colon, della prostata e del seno). A livello psicologico, la condizione di obesità può stravolgere completamente la vita dei soggetti che ne sono affetti, isolandoli dagli altri, rendendo loro più difficile qualunque tipo di socialità. L'obesità è causata da comportamenti e abitudini alimentari e di vita scorrette. L'alimentazione è fortemente influenzata dalle condizioni sociali, economiche, culturali in cui si trova a vivere l'individuo ed è per questo che una delle azioni più importanti per contrastare comportamenti scorretti è quella di una educazione e formazione delle persone affinché modifichino le loro abitudini alimentari quando queste sono scorrette, e adottino stili di vita più sani. Il trattamento di base dell'obesità consiste essenzialmente nella riduzione del peso corporeo, sotto stretto controllo medico e spesso presso centri specializzati, e nel mantenimento di un peso più basso attraverso un miglioramento dei propri comportamenti alimentari. Nel prossimo approfondimento parlerò di alimentazione e come lo stile di vita e le scelte alimentari agiscono in modo incisivo nella possibilità di evitare lo sviluppo di malattie, di controllarne l'evoluzione o, al contrario, provocarne l'insorgenza. |



